{"id":13412,"date":"2021-07-31T18:49:26","date_gmt":"2021-07-31T16:49:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/?page_id=13412"},"modified":"2022-03-30T20:28:46","modified_gmt":"2022-03-30T18:28:46","slug":"biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/biografia\/","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1644756559503{margin-bottom: 40px !important;padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text]\r\n<blockquote><strong><em>Contributo scritto da Pietro Grossi, reperito su un file del suo pc<\/em>: <\/strong>\r\n\r\n<em>Ho vissuto una vita molto intensa, nel cui percorso ho potuto fare esperienze estremamente interessanti.\u00a0<\/em>\r\n\r\n<em>La mia attivit\u00e0 professionale \u00e8 cominciata assai presto (a 19 anni ero primo violoncello dell\u2019orchestra del Maggio Musicale Fiorentino ruolo che ho ricoperto per trent\u2019 anni) e ancora molto giovane ho tenuto la cattedra di violoncello al Conservatorio Musicale Cherubini, cattedra di cui poi sono divenuto titolare per concorso. In questa prima fase della mia vita musicale ho svolto anche attivit\u00e0 concertistica.<\/em>\r\n\r\n<em>Attorno agli anni \u201960, per\u00f2, avvicinati gli strumenti elettronici, ho maturato la convinzione che il loro avvento portasse una rivoluzione sostanziale nella pratica musicale e che sarebbe stato necessario riflettere a fondo sul problema. Questa mia intuizione mi ha indotto a dotarmi personalmente di una strumentazione elettronica, via via arricchitasi nel tempo, e a iniziare il cammino di una approfondita indagine del campo sonoro,\u00a0realizzando esperienze che offrivano all\u2019ascolto campi inesplorati. Ignorando le reazioni dell\u2019establishment musicale e seguito da alcuni giovani intelligenti e volenterosi ho cercato di operare anche nel campo della didattica promuovendo una cattedra di musica elettronica presso il Conservatorio Cherubini e richiamando anche con qualche scritto l\u2019attenzione sui profondi mutamenti che si profilavano. Appena poi sono venuto in contatto con l\u2019elaboratore elettronico sono stato colpito dalla sua potenza, dalla sua velocit\u00e0 e dalla sua versatilit\u00e0. La mia attivit\u00e0 presso il CNUCE-CNR di Pisa mi ha consentito di fare una serie di esperienze formidabili e mi ha ancora di pi\u00f9 aperto gli occhi sulla rivoluzione radicale che il mezzo avrebbe portato. Il cambiamento sarebbe stato irreversibile e si sarebbe esteso ad ogni campo anche nel mondo dell\u2019arte. Cos\u00ec ho cominciato a dedicarmi anche alla grafica. A questo punto ho voluto esprimere sinteticamente il mio indirizzo di lavoro:\u00a0\u201c<strong>Homeart arte creata da e per se stessi-estemporanea-effimera-oltre la sfera del giudizio altrui<\/strong>\u201d.\u00a0E se talvolta ho la sensazione di essere \u201cvox clamans in deserto\u201d, tuttavia non rinuncio ad affermare che viviamo un momento in cui ha inizio una realt\u00e0 del tutto nuova, in cui la facilit\u00e0 dell\u2019approccio con il computer render\u00e0 possibile ai pi\u00f9 l\u2019espressione della loro fantasia e in cui la fruizione dell\u2019arte abbandoner\u00e0 i canali tradizionali. A questo saggi maestri devono preparare i giovani.<\/em><\/blockquote>\r\n&nbsp;\r\n\r\n<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14497 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/mlircsslumal.i.optimole.com\/CcNSVQk.WbhL~7cb1\/w:auto\/h:auto\/q:auto\/https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/firma-pg.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"95\" \/>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1648664897918{margin-bottom: 40px !important;background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column][vc_single_image image=&#8221;13978&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text css_animation=&#8221;slideInUp&#8221;]<strong>1917 <\/strong>\u2013 Nasce a Venezia il 15 aprile.\r\nSi diploma in violoncello col Maestro Oblach (1935) e composizione col Maestro Nordio (1942) presso il Conservatorio di Musica di Bologna.\r\n\r\n<strong>1936<\/strong>\u00a0\u2013 A diciannove anni vince il concorso per il posto di primo violoncello nell\u2019orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, ruolo che svolger\u00e0 fino al 1966, e si trasferisce a Firenze. La sua attivit\u00e0 di violoncellista non si\u00a0limita alla collaborazione con l\u2019orchestra del Maggio, ma si estende all\u2019attivit\u00e0 concertistica, con orchestra e da camera, in Italia e all\u2019estero.\r\n\r\n<strong>1942<\/strong>\u00a0\u2013 Inizia l\u2019attivit\u00e0 di compositore e scrive lavori per orchestra e da camera.\u00a0Nello stesso anno ottiene la cattedra di violoncello presso il Conservatorio \u201cL. Cherubini\u201d di Firenze, cattedra che ricoprir\u00e0 per 40 anni.\r\n\r\n<strong>1956<\/strong>\u00a0\u2013 Si reca negli Stati Uniti, invitato dall\u2019Indiana University di Bloomington, per tenere un corso di violoncello.\r\n\r\n<strong>1960<\/strong>\u00a0\u2013 Inizia la ricerca e la sperimentazione nel campo della musica elettroacustica.\r\n\r\n<strong>1961<\/strong>\u00a0\u2013 Promuove a Firenze l\u2019Associazione \u201cVita Musicale Contemporanea\u201d.\r\nL\u2019Associazione, da lui diretta, d\u00e0 vita a cicli di concerti che si svolgono ogni anno fino al 1967. L\u2019iniziativa viene oggi riconosciuta di rilevante importanza storica, perch\u00e9 ha fatto conoscere in Italia opere e autori allora sconosciuti, molti dei quali sono stati successivamente considerati come personaggi significativi nella storia della musica contemporanea, anche per lo spessore culturale delle loro proposte artistiche.\r\n\r\n<strong>1963<\/strong>\u00a0\u2013 Fonda con mezzi propri lo Studio di Fonologia Musicale di Firenze (S 2F M), dotato di buone apparecchiature. Lo studio \u00e8 frequentato da vari giovani interessati alle possibilit\u00e0 offerte dagli strumenti elettroacustici.\r\n\r\n<strong>1965<\/strong>\u00a0\u2013 Ottiene l\u2019istituzione della cattedra di Musica elettronica (la prima in Italia) presso il Conservatorio di Musica \u201cL. Cherubini\u201d di Firenze, cattedra della quale ricoprir\u00e0 l\u2019incarico di insegnamento finch\u00e9 non verr\u00e0 riconosciuta non pi\u00f9 come straordinaria, ma in organico e quindi non conciliabile con quella di violoncello. Va detto per inciso che Grossi ha donato tutti i suoi strumenti elettroacustici al Conservatorio \u201cCherubini\u201d, trasferendoli in quella sede.\r\n\r\n<strong>1966<\/strong>\u00a0\u2013 Abbandona l\u2019attivit\u00e0 violoncellistica, non per\u00f2 quella didattica. \u00c8 chiamato nuovamente all\u2019Indiana University per fondare lo studio di musica elettroacustica e dare l\u2019avvio all\u2019insegnamento della nuova disciplina.\r\n\r\n<strong>1967<\/strong>\u00a0\u2013 Tornato in Italia, compie le prime esperienze di computer music dapprima presso la Olivetti General Electric a Pregnana Milanese (Rho), quindi al CNUCE di Pisa, allora Centro di calcolo elettronico dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi, divenuto poi Centro del CNR.\r\n\r\n<strong>1968<\/strong>\u00a0\u2013 Organizza per il XXXI Maggio Musicale Fiorentino il primo Convegno Internazionale dei Centri Sperimentali di Musica elettroacustica.\r\n\r\n<strong>1969\u00a0<\/strong>\u2013 Prospettando alla direzione del CNUCE di Pisa una serie di progetti, ottiene un contratto part time che segna la nascita presso il CNUCE della Divisione di Informatica Musicale. Inizia la sua attivit\u00e0 di informatico musicale, progetta e realizza programmi interattivi e automatici per la creazione, l\u2019esecuzione e la rielaborazione di testi musicali.\r\n\r\n<strong>1970<\/strong>\u00a0\u2013 Presenta il suo primo package di programmi destinati alla computer music alla Biennale di Musica Contemporanea di Venezia e nello stesso anno compie la prima esperienza di telematica musicale tra Rimini (Fondazione Pio Manz\u00f9) e Pisa (CNUCE); essa ha carattere di assoluta priorit\u00e0 nel mondo. Convinto dell\u2019importanza di questa esperienza, fortemente anticipatrice dei successivi sviluppi della comunicazione informatica, Grossi la ripete altre volte in collegamento col CNUCE (fra cui nel 1974 a Parigi presso il Centro delle Telecomunicazioni della Radiotelevisione Francese, invitato l\u00e0 da J. X\u00e8nakis; nel 1978 a Firenze al Teatro Comunale nel corso del 41\u00b0 Maggio Musicale; nel 1987 ancora al Teatro Comunale di Firenze in collegamento con lo studio di fonologia di Essen).\r\n\r\n<strong>1975\u00a0<\/strong>\u2013 D\u00e0 inizio all\u2019impiego del TAU2, sistema di sintesi del suono (creato per lui a Pisa presso l\u2019IEI, altro Istituto del CNR, su progetto del prof. Franco Denoth) e realizza il package di programmi destinati al suo uso. Col TAU2\u00a0Grossi costituisce presso il CNUCE un ricco archivio musicale, contenente sia opere da lui stesso create che rielaborazioni di musica classica fra cui si possono citare\u00a0<em>L\u2019arte della fuga\u00a0<\/em>di Bach e la\u00a0<em>Sagra della primavera<\/em>\u00a0di Stravinsky.\r\n\r\n<strong>1980\u00a0<\/strong>\u2013 Comincia ad utilizzare un sistema di sintesi del suono, IRMUS, realizzato per lui presso l\u2019IROE (Istituto di Ricerca sulle onde elettromagnetiche) di Firenze.\r\n\r\n<strong>1984<\/strong>\u00a0\u2013 Promuove e ottiene l\u2019istituzione di un corso di Informatica Musicale presso il Conservatorio di Musica \u201cL. Cherubini\u201d di Firenze.\r\n\r\n<strong>Dalla met\u00e0 degli anni \u201980<\/strong>\u00a0allarga il suo campo di ricerca e di produzione alla grafica. Si tratta di elaborazioni visive realizzabili tramite personal computer con programmi dotati di alto livello di autodecisionalit\u00e0. Anche la sua opera grafica \u00e8 coerente sul piano teorico con l\u2019impostazione che aveva dato alle sue esperienze musicali, come hanno messo in evidenza mostre e manifestazioni a Firenze, Ferrara, Bologna, Milano, Brescia, Roma, Napoli, La Spezia, Pisa e Torino che documentano la sua produzione.\r\n\r\nLa disponibilit\u00e0 dei personal computer, strumenti potentissimi e a disposizione di ognuno al proprio domicilio, gli suggerisce la possibilit\u00e0 per molti di un approccio all\u2019arte.\r\n\r\nFormula quindi il concetto di \u201cHOMEART, arte creata da e per se stessi, estemporanea, effimera, oltre la sfera del giudizio altrui\u201d e lo propone quasi come manifesto di un pensiero che appare rivoluzionario rispetto ad una concezione dell\u2019arte ancora legata a concetti del passato. Inoltre, non gli sfuggono le implicazioni derivanti dall\u2019uso dei nuovi strumenti ed i riflessi che esse hanno e ancor pi\u00f9 avranno nello sviluppo della societ\u00e0.\r\n\r\nSi nota infatti che di pari passo con lo sviluppo della sua attivit\u00e0, prima nel campo della musica poi in quello della grafica, Grossi ha formulato concetti via via esposti in brevi scritti su giornali e riviste, alcuni dei quali sono stati raccolti in un libro che ha costituito un omaggio di un gruppo di ex allievi in occasione del suo settantesimo compleanno; libro nella prefazione del quale Albert Mayr scrive: \u201cEgli (Grossi) non si cura di costruire il suo personaggio pezzo per pezzo, di mettersi in luce come individuo, ma vuole offrire le sue esperienze e ricerche, partecipare le sue intuizioni a tutti coloro che condividono le sue motivazioni e impostazioni operative, convinto com\u2019\u00e8 che lo stesso concetto convenzionale di propriet\u00e0 intellettuale non possa che venire ridimensionato dai nuovi mezzi\u201d. E definisce addirittura \u201csconcertante la sua riluttanza, eloquentemente documentata dai suoi scritti, ad autopromuoversi\u201d.\r\n\r\n<strong>1991<\/strong>\u00a0\u2013 Sempre spronato dal desiderio di esplorare le miriadi di possibilit\u00e0 offerte dall\u2019elaboratore, Grossi crea l\u2019HOMEBOOK.\r\nSi tratta di un\u2019editoria personalizzata e realizzata con programmi creati da lui stesso, che assicurano l\u2019unicit\u00e0 grafica di ciascuna opera (un modello \u00e8 stato presentato nel settembre del 1991 al Museo Pecci di Prato nel corso di una serata dedicata anche ad un dibattito sugli aspetti teorici della sua attivit\u00e0 artistica). Grossi ha prodotto centinaia di programmi di grafica in parte destinati all\u2019elaborazione dei caratteri dell\u2019alfabeto, in parte a quella di figure geometriche.\r\n\r\n<strong>1996\u00a0<\/strong>\u2013 Il pi\u00f9 recente approdo delle iniziative di Grossi \u00e8 su INTERNET: mette in rete una serie di programmi\u00a0per elaborazioni grafiche (ed aveva il progetto di fare altrettanto per elaborazioni musicali). I programmi da lui creati sono trasferibili nei personal computer di chi \u00e8 interessato a riceverli. Gli utenti di tutto il mondo hanno potuto fruirne gratuitamente, crearsi le immagini (i programmi consentono di creare immagini in movimento e quindi un numero altissimo di esse) ed eventualmente intervenirvi per rielaborazioni a proprio piacimento.\r\n\r\nAnche quest\u2019ultima iniziativa \u00e8, come si vede, perfettamente coerente con l\u2019impostazione che Grossi ha dato a tutta la sua vita di artista e di ricercatore.\r\n\r\n<strong>2002<\/strong>\u00a0\u2013 Muore a Firenze il 21 febbraio.\r\n\r\n<strong>2017 <\/strong>\u2013 Con il titolo \u201c1917-2017 Pietro Grossi. L\u2019istante zero\u201d il Comune di Firenze ha promosso una settimana di eventi per celebrare il centenario della nascita; il calendario ha incluso una serie di iniziative fra il 17 e il 21 ottobre 2017, ed \u00e8 stato curato dal Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dal Museo Novecento, dal Centro Pecci di Prato \u2013 Fondazione per le Arti contemporanee in Toscana, da Tempo Reale\/Centro di ricerca produzione e didattica musicale, il tutto con il coordinamento del Comune di Firenze e del MUS.E e la collaborazione dell\u2019Associazione Pietro Grossi. Il 17 ottobre, il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha intitolato a Pietro Grossi la storica sala del Buonumore del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.\r\n\r\n<img decoding=\"async\" class=\"wp-image-14798 size-full alignnone\" src=\"https:\/\/mlircsslumal.i.optimole.com\/CcNSVQk.WbhL~7cb1\/w:auto\/h:auto\/q:auto\/https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/collage.jpeg\" alt=\"\" width=\"1076\" height=\"405\" \/>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1644756559503{margin-bottom: 40px !important;padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][vc_column_text] Contributo scritto da Pietro Grossi, reperito su un file del suo pc: Ho vissuto una vita molto intensa, nel cui percorso ho potuto fare esperienze estremamente interessanti.\u00a0 La mia attivit\u00e0&#8230;","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-13412","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13412"}],"version-history":[{"count":39,"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14802,"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13412\/revisions\/14802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}