{"id":13432,"date":"2021-07-31T19:03:14","date_gmt":"2021-07-31T17:03:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/?page_id=13432"},"modified":"2022-03-22T18:54:24","modified_gmt":"2022-03-22T17:54:24","slug":"computer-music","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/attivita-musicale\/computer-music\/","title":{"rendered":"Computer music"},"content":{"rendered":"[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; full_height=&#8221;yes&#8221; b_divider_in_front=&#8221;true&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1627910003115{padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263446540{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;]<div  class=\"pix-heading-el text-left \"><div><div class=\"slide-in-container\"><h3 class=\"text-body-default font-weight-bold heading-text el-title_custom_color mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">I primi contatti con l\u2019informatica musicale<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]Da<strong>\u00a0<em>L\u2019Istante zero.<\/em><\/strong>\r\n\r\n\u201cEra il 1962.<strong>\u00a0<\/strong>Ebbi notizia per la prima volta attraverso un quotidiano che\u00a0il computer \u2018suonava\u2019, emetteva dei suoni. Dato che da alcuni anni cominciavo ad occuparmi della musica elettroacustica, mi venne spontaneo verificare cosa si poteva fare con i computer ed iniziai a muovermi, soprattutto a fare anticamere che non finivano mai. Ricordo che andai a Siena al centro di calcolo del Monte dei Paschi che aveva, gi\u00e0 allora, una palazzina di tre piani piena di computer, uno di questi, appunto \u2018suonava\u2019: era l\u2019Olivetti ELEA 9300. \u2018Suonava\u2019 vuol dire che poteva emettere delle frequenze nella gamma udibile.\r\n\r\nHo potuto avvicinarmi sistematicamente alla computer music quando la RAI mi commission\u00f2 un ciclo di trasmissioni sulla musica elettronica. Fu Vidusso, il triestino Giorgio Vidusso, che \u00e8 stato poi anche sovrintendente del Teatro Comunale di Firenze, ad avere quest\u2019idea. Lo conoscevo perch\u00e9 da ragazzo ho suonato con lui; suonava il pianoforte e costituimmo un duo, durante gli anni Cinquanta facemmo vari concerti. In seguito divent\u00f2 funzionario della RAI e poich\u00e9 seguiva la mia attivit\u00e0 gli venne in mente di affidarmi queste trasmissioni radiofoniche\u2026mi affianc\u00f2 il compositore Domenico Guaccero in veste di moderatore. Con Guaccero stabilimmo di dedicare le trasmissioni agli studi pi\u00f9 attivi, ai vari indirizzi estetici e operativi e, una, alla computer music. Per quest\u2019ultima avevamo a disposizione solamente un disco americano del 1957 che nel frattempo ero riuscito a trovare. Si trattava del famoso disco di Hiller contenente la\u00a0<em>Illiac Suite\u00a0<\/em>con due lavori eseguiti da strumenti ma composti dal computer con appositi programmi: c\u2019era gi\u00e0 l\u2019intervento decisionale del calcolatore, il programmatore aveva stabilito i limiti entro cui la macchina poteva scegliere. Da un lato c\u2019era una cantata, molto interessante e dall\u2019altro un quartetto, la famosa\u00a0<em>Illiac Suite,<\/em>\u00a0appunto. Visto che non potevamo disporre di altro decidemmo di trasmetterlo e commentarlo.\r\n\r\nCredo che da quel momento sia iniziato il momento migliore della mia vita, momento che ha attraversato tutti gli anni Sessanta: nel giro di poco tempo ho realizzato le composizioni con il calcolo combinatorio, poi sono passato alla musica elettronica, ho dato vita all\u2019associazione Vita Musicale Contemporanea, quindi ho sviluppato le idee sull\u2019anonimato artistico, sulla \u201cmusica senza fine\u201d e sulla composizione automatica; tutte queste idee ed esperienze sono nate allora. Adesso lavoro al computer, ma non faccio altro che continuare a sviluppare e verificare le idee di allora.\r\n\r\nAllora mi rivolsi alla sede di Firenze dell\u2019Olivetti, il cui direttore mi indirizz\u00f2 alla sede studi e ricerche di Pregnana Milanese sempre della Olivetti-General Electric. Quei dirigenti, ai quali segnalai che stavo organizzando alcune trasmissioni radiofoniche, accettarono che realizzassi allo scopo qualche lavoro specifico. Videro in quelle trasmissioni una buona occasione per fare pubblicit\u00e0 ai computer e di conseguenza mi misero a disposizione un tecnico molto bravo Ferruccio Zulian, veneto, che prepar\u00f2 un programma per elaborare i codici corrispondenti alle frequenze audio\u2026poi prepar\u00f2 un altro programma per ottenere le frequenze del sistema ben temperato e, in seguito, ancora un altro per poter utilizzare il calcolo combinatorio a fini compositivi. Come primo brano da usare come test scelsi il quinto\u00a0<em>Capriccio\u00a0<\/em>per violino solo di Paganini, ne perforai il testo su schede nel codice prefissato e introdussi le schede nel computer che riprodusse il brano fedelmente. Conservo ancora quel materiale. Mi trovai cos\u00ec di fronte ad un avvenimento che considero eccezionale: il fatto che il testo era suonato alla perfezione, per quanto riguardava la sequenza delle altezze, e dopo un brevissimo tempo di preparazione. Grazie a tutto questo mi sono trovato proiettato in un altro universo musicale ed ho intravisto possibilit\u00e0 che prima erano impensabili. Tant\u2019\u00e8 che una volta suonato e registrato, questo\u00a0<em>Capriccio<\/em>\u00a0\u00e8 entrato a far parte, una piccola parte, della storia della musica. Il timbro era quello dell\u2019onda quadra, un\u2019onda brutta quanto si vuole, per\u00f2 il fatto che il computer suonasse il brano subito alla perfezione mi fece addirittura pensare che forse i violinisti non avevano pi\u00f9 storia: il computer non conosce difficolt\u00e0 e mette in discussione l\u2019impegno umano manuale.\u201d[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; bottom_divider_select=&#8221;8&#8243; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638198700093{margin-top: 0px !important;padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column]<div class=\"pix-content-box card         rounded-lg bg- w-100  \"   ><div class=\"\" style=\"z-index:30;position:relative;\">[vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263460517{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; 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le tecniche \u201ds\u00e9-operanti\u201d, e le relative metodologie da quelle imprescindibili, stanno trovando applicazione nei suoi vari settori: composizione, esecuzione, ricerche foniche e musicologiche, ponendo al limite l\u2019operatore in grado di liberarsi completamente di ogni onere manuale quale la stesura dei testi, la loro esecuzione e sostituendolo, volendo anche in un\u2019ampia serie di stadi decisionali.\u201d[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; gap=&#8221;5&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638198687730{padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263499116{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;]<div  class=\"pix-heading-el text-left \"><div><div class=\"slide-in-container\"><h3 class=\"text-body-default font-weight-bold heading-text el-title_custom_color mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">1970. Prima esperienza di telematica musicale<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]In occasione della\u00a0<em>I Biennale Internazionale di Metodologia Globale della Progettazione\u00a0<\/em>collegamento diretto tra Pisa (CNUCE) e Rimini (Centro Pio Manz\u00f9).\r\n\r\nGrossi: \u201cA Rimini ha sede la Fondazione Pio Manz\u00f9: quell\u2019anno ebbe luogo un convegno sull\u2019ambiente dell\u2019uomo di domani, ovvero come si poteva prefigurare la vita dell\u2019uomo del futuro\u2026gli organizzatori accettarono ben volentieri la mia partecipazione e l\u2019IBM, come al solito, si impegn\u00f2 per la manifestazione e port\u00f2 a Rimini un terminale; si fece questo collegamento diretto con scambio di dati musicali e la cosa dest\u00f2 molto interesse\u2026era presente anche Dino Buzzati, che scrisse un articolo in proposito [Corriere della sera 22 settembre 1970]. Buzzati, scrittore, pittore e musicista, in quella occasione butt\u00f2 gi\u00f9 una melodia, dicendo: \u2018Allora posso sentirla subito?\u2019. \u2018Certamente\u2019 risposi. Si mandarono i dati al calcolatore e lui sent\u00ec subito la sua melodia, generata a Pisa e rispedita telematicamente a Rimini. Il collegamento veniva fatto utilizzando due linee telefoniche, una per i dati e l\u2019altra per il suono. Si utilizzavano normali linee SIP, purtroppo con limitazioni tecniche notevoli. Tutto andava meglio quando la RAI, che spesso ha collaborato, metteva a disposizione i ponti radio, perch\u00e9 quelli avevano una banda frequenziale assai pi\u00f9 larga.\u201d[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1629390259593{margin-top: 70px !important;}&#8221;][vc_single_image image=&#8221;13567&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;right&#8221; style=&#8221;vc_box_rounded&#8221;]<h6 class=\"d-inline-block mr-1 \"  ><span class=\"badge font-weight-bold secondary-font bg-gray-3  vc_custom_1627909624985  \" style=\" \"><span class=\"text-black\" style=\"\">Pietro Grossi e Dino Buzzati<\/span><\/span><\/h6>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; gap=&#8221;5&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1646730277165{padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263499116{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;]<div  class=\"pix-heading-el text-left \"><div><div class=\"slide-in-container\"><h3 class=\"text-body-default font-weight-bold heading-text el-title_custom_color mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">TAU2 e TAUMUS<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]\u201cIl\u00a0TAU2\u00a0era un sintetizzatore costruito per me all\u2019Istituto di Elaborazione dell\u2019Informazione (I.E.I.) di Pisa in collaborazione con il CNUCE nei primi anni Settanta ed entrato in funzione nel 1975\u2026Il TAU2 era uno strumento polifonico ibrido, in parte analogico e in parte digitale. La parte digitale raccoglieva i dati provenienti dal computer e li trasmetteva a quella analogica affinch\u00e9 generasse i suoni. Era costituito da due armadioni abbastanza consistenti, lavorava con una\u00a0polifonia a dodici voci\u00a0e una gamma di frequenze abbastanza ampia: l\u2019intervallo pi\u00f9 piccolo tra altezze diverse era il terzo di semitono\u2026 Mi permetteva di produrre musica in\u00a0<em>tempo reale,<\/em>\u00a0vuol dire che il tempo di calcolo e il tempo di esecuzione musicale erano sovrapposti.\r\n\r\nL\u2019idea di come realizzare il sistema venne al fisico Franco Denoth, capo dell\u2019\u00e9quipe che progett\u00f2 e realizz\u00f2 il TAU2. Era dal 1969 che mi vedeva lavorare a Pisa con una voce sola e un giorno mi disse: \u2018Bisogna darti la possibilit\u00e0 di fare qualcosa di pi\u00f9, sia senza il limite monodico sia senza quello del timbro di onda quadra\u2019.\r\n\r\nIl professore e i suoi collaboratori costruirono questo sintetizzatore che, pur essendo oggi un cimelio della computer music, mi ha permesso certamente di condurre delle ricerche a quell\u2019epoca uniche: ho potuto creare un\u00a0archivio musicale\u00a0molto vasto, ho potuto sbizzarrirmi con i\u00a0programmi di generazione automatica e di rielaborazione, ho potuto lavorare abbastanza per quanto potevo e sapevo, ma con delle modalit\u00e0, come dico spesso, impensabili in precedenza.\r\n\r\n<img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-14716\" src=\"https:\/\/mlircsslumal.i.optimole.com\/CcNSVQk.WbhL~7cb1\/w:300\/h:209\/q:auto\/https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/TAU2-e-PG.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"278\" \/>\r\n\r\nQuando detti inizio alla realizzazione del software di gestione del TAU2, denominato\u00a0TAUMUS, mi ispirai al precedente DCMP sviluppandolo; via via venivano nuove idee tra cui, per esempio, quella del \u2018tutto automatico\u2019, ovvero la possibilit\u00e0 di spingere i processi musicali verso un completo automatismo. Inoltre nel TAUMUS oltre alla polifonia (dodici voci anzich\u00e9 una) c\u2019erano possibilit\u00e0 timbriche, di controllo della dinamica e altre ancora.\r\n\r\nAvevo una potenza di lavoro notevolissima, per quei tempi addirittura impressionante, e ne approfittavo costruendo serie di programmi per riuscire a modificare qualsiasi parametro musicale, testo compreso. Nel tempo ho inserito in archivio circa un migliaio di brani. Per esempio di Bach ho codificato tutto il\u00a0<em>Clavicembalo ben temperato<\/em>, l\u2019<em>Arte della fuga<\/em>, le\u00a0<em>Variazioni Goldberg<\/em>\u00a0e l\u2019<em>Offerta<\/em>\u00a0<em>musicale<\/em>.\u00a0Poi la\u00a0<em>Sagra della Primavera<\/em>\u00a0di Stravinsky, Scarlatti, Debussy, Satie, Saint Saens, Hindemith e tantissima altra musica.\r\n\r\nUn lavoro di trascrizione a cui tengo particolarmente \u00e8 quello della S<em>agra della primavera\u00a0<\/em>di Stravinsky: uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti di questo lavoro, secondo me, \u00e8 quello ritmico, anche perch\u00e9 operai veramente a livello pionieristico con il TAU2 che aveva possibilit\u00e0 timbriche tutto sommato limitate rispetto alla ricchezza della\u00a0<em>Sagra.\u201d<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; gap=&#8221;5&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1646730285933{padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263499116{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;]<div  class=\"pix-heading-el text-left \"><div><div class=\"slide-in-container\"><h3 class=\"text-body-default font-weight-bold heading-text el-title_custom_color mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">La questione della composizione automatica<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]\r\n<h4><strong><em>Sound Life<\/em><\/strong><\/h4>\r\nda\u00a0<strong><em>L\u2019Istante zero<\/em><\/strong>\r\n\r\n\u201cNella creazione automatica ho progettato e realizzato vari programmi con l\u2019intento di porre l\u2019operatore in condizione di controllare i processi creativi nella misura desiderata: dal controllo totale al parziale, fino alla totale discrezionalit\u00e0 del programma stesso.\r\n\r\nPerseguendo sempre la via dell\u2019automatismo ho progettato dei programmi che dovevano sempre dare dei risultati sonori diversi anche se venivano interrotti. Non sapevo inizialmente che titolo dare a strutture di questo tipo e le ho chiamate\u00a0<em>Sound Life,\u00a0<\/em>vita di suono, numerandole anche: Questi programmi avevano la particolarit\u00e0 che una volta fermati riprendevano dal punto in cui erano stati interrotti, un modo di garantire la continuit\u00e0. Questa \u2018variazione continua\u2019 \u00e8 una delle esperienze a cui tengo di pi\u00f9, come del resto quella della musica virtuale futura, il famoso programma\u00a0<em>Kronos<\/em>, il programma che \u2018predice l\u2019avvenire\u2019\u2026 Ebbene, con questo programma, in un secondo e mezzo potevo sapere cosa avrebbe fatto il calcolatore un anno dopo se avesse proseguito con la medesima elaborazione. Il problema era questo:\u00a0dato un programma che lavora in automatico, se noi assegniamo inizialmente certi parametri, quale sar\u00e0 il risultato dell\u2019elaborazione dopo un certo tempo determinato?\r\n\r\nMi venne in mente anche un\u2019altra idea, di andare a ritroso nel tempo ovvero: \u2018Se un anno fa avessi lavorato cosa avrei realizzato\u2019?<strong>\u00a0<\/strong>Mi rivolsi a un giovane matematico del CNUCE che dopo quindici giorni mi port\u00f2 un programma che funzionava a meraviglia.\r\n\r\nQui si entra nel fantastico, ma mi interessava la realizzazione dell\u2019idea, il concetto.\r\n\r\nMi sono abbastanza spesso riferito per la mia musica a costruzioni architettoniche o a segni organizzati, come la versione sonora della curva di Peano, il\u00a0<em>Sound Life 11.<\/em>\r\n\r\nUn gruppo di dodici suoni sinusoidali sincroni (con le altezze posizionate ad un terzo di semitono l\u2019una dall\u2019altra) si muove lungo l\u2019ipotetico percorso della curva seguendo una serie di gradini, con intervalli di ampiezze pari a un terzo di semitono per l\u2019asse verticale (associato allo spazio delle altezze) e a tre secondi per l\u2019asse orizzontale (associato alla scansione temporale).\r\n\r\nNaturalmente quando ci si accosta ad un tipo di avvenimento diverso, visivo per esempio, o comunque di genere non musicale, le scelte sono del tutto arbitrarie. Si decide di accostare ad una certa informazione un certo tipo di suono e tale accostamento \u00e8 sempre arbitrario. La relazione si costruisce, nasce da sensazioni che si ricevono.\r\n\r\nQuando si entra alla stazione di Milano ci sono quei cinque archi delle pensiline: ho seguito questo andamento per costruire un\u00a0<em>Sound Life<\/em>, il\u00a0<em>n. 2<\/em>\u00a0che \u00e8 costruito proprio da cinque strutture sonore, che per durata e complessit\u00e0 fonica possono essere associati alle cinque pensiline. La grandezza di queste strutture \u00e8 data dalla distanza tra le frequenze in gioco (in quella piccola \u00e8 minima) e dall\u2019inviluppo degli eventi sonori che suonano un po\u2019 come quelli di un nastro che gira alla rovescia; questo fenomeno dipende in buona parte dal modello modulante che avevo utilizzato per trasformare il parametro dinamico.\r\n\r\nI\u00a0<em>Sound Life<\/em>\u00a0sono stati tra gli ultimi lavori compositivi che ho realizzato con il sistema TAU2.\r\n\r\nNel corso delle mie esperienze pisane e fiorentine ho progettato diverse serie di programmi di composizione automatica, spesso, come \u00e8 nel mio stile, programmi che partendo da un\u2019idea di base si ramificavano in tante variazioni, ognuna delle quali si differenziava per pochi parametri o per minimi dettagli nella generazione; spesso controllati da procedure di generazione pseudo-casuale.\r\n\r\nRimane molta documentazione di questi programmi sia su tabulati che su manuali e molta musica registrata su nastro magnetico\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; gap=&#8221;5&#8243; equal_height=&#8221;yes&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1647530463638{padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;}&#8221; el_id=&#8221;unendingmusic&#8221;][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263499116{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;]<div  class=\"pix-heading-el text-left \"><div><div class=\"slide-in-container\"><h3 class=\"text-body-default font-weight-bold heading-text el-title_custom_color mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">Unending Music<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]<em>\u201c<\/em>La\u00a0<em>Unending Music<\/em>\u00a0o \u2018musica senza fine\u2019 un\u2019idea che avevo in mente da molto tempo, \u00e8 riferita a quelle elaborazioni computazionali che possono procedere all\u2019infinito senza ripetizioni\u2026 Mi piaceva l\u2019idea di non finire mai di produrre suoni e scoprii che il computer mi poteva aiutare egregiamente: una sorta di \u2018moto perpetuo\u2019 informatico. I lavori di questo tipo che ho realizzato e che possiamo ascoltare oggi registrati, sono ovviamente da considerarsi dei frammenti.\r\n\r\nHo applicato quest\u2019idea la prima volta con un generatore di onda quadra e poi con l\u2019IBM 1800, un calcolatore, utilizzato precedentemente al TAU2 tra il \u201871 e il \u201872, che funzionava piuttosto bene. Del resto, secondo me, era inutile stare a fare tanti distinguo sulla forma d\u2019onda quando si intuiva che lo sviluppo tecnologico avrebbe sicuramente portato in seguito a risultati enormi sul piano del timbro, mi interessava di pi\u00f9 lavorare sui \u2018processi\u2019 e su ci\u00f2 che grazie ai calcolatori si poteva ottenere. Il mio era un tragitto pionieristico, il timbro non mi limitava, l\u2019onda quadra (inizialmente l\u2019unico timbro disponibile) era il \u2018suono pi\u00f9 brutto del secolo\u2019, ma per me era il pi\u00f9 affascinante perch\u00e9 con questo timbro riuscivo a \u2018suonare\u2019 subito, in tempo reale.\r\n\r\nIn seguito ho applicato l\u2019idea di \u2018musica senza fine\u2019 anche agli ultimi lavori automatici realizzati, verso la met\u00e0 degli anni Ottanta, al Conservatorio di Musica di Firenze: gli\u00a0<em>Unicum<\/em>, chiamati cos\u00ec perch\u00e9 ogni volta che veniva lanciato il programma proseguiva l\u2019elaborazione dal punto in cui l\u2019aveva interrotta in modo che ogni generazione fosse irripetibile\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1629390259593{margin-top: 70px !important;}&#8221;][vc_single_image image=&#8221;14718&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;right&#8221; 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data-anim-delay=\"0\">Musica informatica<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]\r\n\r\n<div class=\"wp-playlist wp-audio-playlist wp-playlist-light\">\n\t\t\t<div class=\"wp-playlist-current-item\"><\/div>\n\t\t<audio controls=\"controls\" preload=\"none\" width=\"618\"\n\t\t\t><\/audio>\n\t<div class=\"wp-playlist-next\"><\/div>\n\t<div class=\"wp-playlist-prev\"><\/div>\n\t<noscript>\n\t<ol>\n\t\t<li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Polifonia.mp3'>Polifonia<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Unending-Music-Framm..mp3'>Unending Music (Framm.)<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Improvvisazione-1.mp3'>Improvvisazione 1<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Sound-Life-1-Framm..mp3'>Sound Life 1 (Framm.)<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Sound-Life-11-Framm..mp3'>Sound Life 11 (Framm.)<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Mixed-Unicum-Framm..mp3'>Mixed Unicum (Framm.)<\/a><\/li>\t<\/ol>\n\t<\/noscript>\n\t<script type=\"application\/json\" class=\"wp-playlist-script\">{\"type\":\"audio\",\"tracklist\":true,\"tracknumbers\":true,\"images\":true,\"artists\":true,\"tracks\":[{\"src\":\"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Polifonia.mp3\",\"type\":\"audio\/mpeg\",\"title\":\"Polifonia\",\"caption\":\"\",\"description\":\"\\\"Polifonia\\\".\",\"meta\":{\"artist\":\"Pietro 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mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">Trascrizioni e rielaborazioni<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_column_text]\r\n\r\n<div class=\"wp-playlist wp-audio-playlist wp-playlist-light\">\n\t\t\t<div class=\"wp-playlist-current-item\"><\/div>\n\t\t<audio controls=\"controls\" preload=\"none\" width=\"618\"\n\t\t\t><\/audio>\n\t<div class=\"wp-playlist-next\"><\/div>\n\t<div class=\"wp-playlist-prev\"><\/div>\n\t<noscript>\n\t<ol>\n\t\t<li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Grossi-Paganini-Capriccio-n.5-frammento.mp3'>Capriccio n.5 frammento<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Grossi-Paganini-Capriccio-n.1.mp3'>Capriccio n.1<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Grossi-Bach-Clavicembalo-Ben-Temperato-Preludio-n.1.mp3'>Clavicembalo Ben Temperato Preludio n.1<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Grossi-Bach-Clavicembalo-Ben-temperato-Fuga-n.1.mp3'>Clavicembalo Ben temperato Fuga n.1<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Variazioni-Goldberg-ARIA.mp3'>Variazioni Goldberg ARIA<\/a><\/li><li><a href='https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Grossi-Stravinsky-Sacre-frammento.mp3'>Sacre frammento<\/a><\/li>\t<\/ol>\n\t<\/noscript>\n\t<script type=\"application\/json\" class=\"wp-playlist-script\">{\"type\":\"audio\",\"tracklist\":true,\"tracknumbers\":true,\"images\":true,\"artists\":true,\"tracks\":[{\"src\":\"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Grossi-Paganini-Capriccio-n.5-frammento.mp3\",\"type\":\"audio\/mpeg\",\"title\":\"Capriccio n.5 frammento\",\"caption\":\"\",\"description\":\"\\\"Grossi-Paganini Capriccio n.5 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background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263499116{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;]<div  class=\"pix-heading-el text-left \"><div><div class=\"slide-in-container\"><h3 class=\"text-body-default font-weight-bold heading-text el-title_custom_color mb-12\" style=\"\" data-anim-type=\"\" data-anim-delay=\"0\">Computer Music - opere<\/h3><\/div><\/div><\/div>[vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]Le opere fino al \u201872 sono realizzate alcune con software PLAY 1800\u00a0 per il sistema di elaborazione IBM 1800, altre con software DCMP per il sistema IBM360\/67 e IBM370\/168 , dal \u201875 con il sistema TAUMUS\/TAU2 presso l\u2019Istituto\u00a0 CNUCE del CNR di Pisa\r\n\r\nDalla met\u00e0 degli anni \u201880 il lavoro prosegue presso il Conservatorio di Musica di Firenze con l\u2019utilizzo del sistema di sintesi del suono IRMUS progettato presso l\u2019I.R.O.E.\/CNR di Firenze controllato da un mini-computer Gould specificatamente acquistato dal Conservatorio.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Musica informatica<\/strong>\r\n<ul>\r\n \t<li><em>Musica algoritmica <\/em>(1964)<\/li>\r\n \t<li><em>Continuous<\/em> (1968)<\/li>\r\n \t<li><em>Permutations of five sounds<\/em> (1968)<\/li>\r\n \t<li><em>Polifonia <\/em>(1969-72)<\/li>\r\n \t<li><em>Combinatoria<\/em> (1970)<\/li>\r\n \t<li><em>Monodia<\/em> (1970)<\/li>\r\n \t<li><em>Unending Music <\/em>(1971)<\/li>\r\n \t<li><em>Algoritmi<\/em> (1975)<\/li>\r\n \t<li><em>Improvvisazione I<\/em> (1975)<\/li>\r\n \t<li><em>Improvvisazione II<\/em> (1976)<\/li>\r\n \t<li><em>Improvvisazione III<\/em> (1979)<\/li>\r\n \t<li><em>Sound Life<\/em> (1979-85), ciclo di composizioni<\/li>\r\n \t<li><em>Unicum<\/em> (1985-90), ciclo di composizioni<\/li>\r\n \t<li><em>Mixed Unicum<\/em> (1985-90), ciclo di composizioni<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<strong>Trascrizioni e rielaborazioni <\/strong>\r\n\r\nOpere realizzate con software TAUMUS, sintetizzatore TAU2, sistema di elaborazione dati IBM370\/168, IBM 3033 presso gli Istituti CNUCE e IEI del CNR di Pisa\u00a0 (anni \u201870 -\u201980)\r\n\r\n<strong>Trascrizioni (integrali) da J.S.Bach<\/strong>:\r\n\r\n<em>L\u2019Arte della fuga, il Clavicembalo Ben Temperato,<\/em> l\u2019<em>Offerta musicale<\/em>, le <em>Variazioni Goldberg<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<strong>Trascrizioni da altri autori<\/strong>\r\n\r\nOpere elaborate al computer dal 1967 al 1982 e in gran parte sottoposte a modifiche di varia natura.\r\n<ul>\r\n \t<li>Paganini, <em>Capriccio n.5 per violino solo<\/em> (1967) *<\/li>\r\n \t<li>Paganini, <em>Capriccio n.5 variato<\/em> (1967) *<\/li>\r\n \t<li>Paganini, <em>Moto perpetuo e alcuni Capricci<\/em> (1970)<\/li>\r\n \t<li>Paganini, <em>24 Capricci<\/em><\/li>\r\n \t<li>Saint-Sa\u00ebns, <em>Danza macabra <\/em>da<em> Carnaval des animaux<\/em> (1978)<\/li>\r\n \t<li>Joplin, <em>Saloon<\/em> da <em>Rag-time <\/em>(1978)<\/li>\r\n \t<li>Scarlatti, <em>Sonate per clavicembalo<\/em> (Edizione Peters), (1978)<\/li>\r\n \t<li>J.S. Bach, <em>Aria<\/em><\/li>\r\n \t<li>J.S. Bach,<em> Ricercare a 6 voci <\/em>dal l\u2019<em>Offerta Musicale<\/em> (1979)<\/li>\r\n \t<li>J.S. Bach, <em>Arte della fuga<\/em> (1979)<\/li>\r\n \t<li>J.A. Bruckner, <em>Scherzo<\/em> dalla <em>Sinfonia n.5<\/em> (1979)<\/li>\r\n \t<li>Van Beethoven, <em>Scherzo<\/em> da <em>Sonata op.31 N\u00b03<\/em> (1980)<\/li>\r\n \t<li>Van Beethoven, I\u00b0 tempo da <em>Sonata op.27 N\u00b02<\/em> (1980)<\/li>\r\n \t<li>Strauss, <em>Computer Valzer<\/em> da <em>Vita d\u2019artista<\/em> (1980)<\/li>\r\n \t<li>Leopardi, <em>L\u2019infinito<\/em> (1981)<\/li>\r\n \t<li>Strawinsky, <em>Le Sacre du Printemps <\/em>(1981)<\/li>\r\n \t<li>Webern, <em>Trio per archi<\/em> op. postuma (1982)<\/li>\r\n \t<li>Fu\u010d\u00edk, <em>Clown Music<\/em> da <em>Marcia dei gladiatori<\/em><\/li>\r\n \t<li>Marenco, <em>Galop<\/em> da <em>Ballo Excelsior<\/em><\/li>\r\n \t<li>Satie,<em> Gallop<\/em>, <em>Marcia<\/em>, <em>Valse<\/em>, <em>Allegro<\/em>, <em>Valse<\/em>, <em>Cancan <\/em>(1982)<\/li>\r\n \t<li>Stockhausen, <em>Klavierstucke N.2<\/em> I-IV<\/li>\r\n<\/ul>\r\nAltre trascrizioni da B. Bartok, J. Brahms, F. Chopin, C. Debussy, J.F. Haendel, P. Hindemith\r\n\r\n*Opere realizzate presso il Centro studi Olivetti-GE (Pregnana Milanese)[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1646730329652{padding-top: 40px !important;padding-right: 20px !important;padding-bottom: 40px !important;padding-left: 20px !important;background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;2\/12&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;4\/12&#8243; content_align=&#8221;text-center&#8221;]<a  href=\"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Vieri-Compmus3-esperienze_di_computer_music.pdf\" class=\"btn mb-2     btn-primary-light d-inline-block pix-hover-item       btn-md\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"    ><i class=\"font-weight-bold pixicon-arrow-circle-down  pix-hover-left  mr-1\"><\/i> <span class=\"font-weight-bold \" >Esperienze di Computer Music<\/span><\/a>[\/vc_column][vc_column width=&#8221;4\/12&#8243; content_align=&#8221;text-center&#8221;]<a  href=\"https:\/\/www.pietrogrossi.org\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/Vieri-Compmus4-Tarabella-PietroGrossi-a-Pisa.pdf\" class=\"btn mb-2     btn-primary-light d-inline-block pix-hover-item       btn-md\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"    ><i class=\"font-weight-bold pixicon-arrow-circle-down  pix-hover-left  mr-1\"><\/i> <span class=\"font-weight-bold \" >Tarabella - Pietro Grossi a Pisa<\/span><\/a>[\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/12&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[vc_row full_width=&#8221;stretch_row&#8221; full_height=&#8221;yes&#8221; b_divider_in_front=&#8221;true&#8221; pix_particles_check=&#8221;&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1627910003115{padding-top: 40px !important;padding-bottom: 40px !important;}&#8221;][vc_column][vc_icon icon_fontawesome=&#8221;fas fa-file-alt&#8221; color=&#8221;white&#8221; background_style=&#8221;rounded&#8221; background_color=&#8221;custom&#8221; size=&#8221;sm&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1638263446540{margin-bottom: 10px !important;}&#8221; custom_background_color=&#8221;#dd3333&#8243;][vc_column_text]Da\u00a0L\u2019Istante zero. \u201cEra il 1962.\u00a0Ebbi notizia per la prima volta attraverso un quotidiano che\u00a0il computer \u2018suonava\u2019, emetteva dei suoni. 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